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Signor Presidente
del Consiglio dei Ministri
Signor Presidente della Corte dei Conti
Signor
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Signor Ministro dell’Economia
Signor Ministro
della Salute
e, p.c. Signor Presidente della Federazione
degli Ordini dei Farmacisti Italiani
Signor Presidente della
Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e degli
Odontoiatri
Signor Presidente
Federazione Nazionale Veterinari
Italiani
Signor Presidente Ordini Farmacisti Regione Lombardia
Signor Presidente Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri di Milano
Signor Presidente Ordine
Provinciale dei Medici Veterinari
di Milano
Oggetto:
contributo Onaosi. Rimostranze Ordini di Milano.
I Presidenti degli Ordini dei Farmacisti della
Regione Lombardia, dell’Ordine Provinciale dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano, dell’Ordine
Provinciale dei Medici Veterinari di Milano hanno trasmesso
a tutte le Autorità in
indirizzo (salvo che alla Fondazione Onaosi) una lunga nota
con la quale, in buona sostanza, contestano radicalmente
la legittimità della contribuzione in favore dell’Onaosi,
nonché la stessa opportunità di provvedere
al relativo pagamento.
L’occasione è utile, non tanto
per replicare ad alcune falsità (non è vero,
ad esempio, che l’Onaosi
non abbia mai risposto alle sollecitazioni degli ordini milanesi; è vero,
semmai, il contrario e, cioè, che a fronte di un’incessante
ricerca del dialogo da parte della Fondazione, vi è una
ingiustificata serie di pregiudizi negativi) o volgarità (le
ingiuste allusioni sulle indennità e i gettoni di presenza
degli amministratori, al contrario, posti ai parametri più bassi
e soggetti all’approvazione dei ministeri vigilanti)
contenute nella lettera de qua, quanto, piuttosto, per fornire
alcune precisazioni di carattere generale.
1. Cosa è la Fondazione Onaosi. La Fondazione
Onaosi è un
ente previdenziale privatizzato, compreso nella disciplina
di cui al d.lgs. 509/94.
Fulcro dell’attività è l’assistenza
gratuita fornita agli orfani dei sanitari italiani, ai quali
viene garantita ogni cura, fino al completamento dell’intero
ciclo di studi; a ciò si è aggiunto, nel corso
dei decenni, un ampio spettro di attività socio-assistenziali
offerte, oltre che agli orfani dei contribuenti, anche ai sanitari
anziani e agli stessi contribuenti, specie se in condizioni
di particolare disagio psico-fisico.
La finalità pubblica dell’attività svolta
dalla Fondazione Onaosi, riconosciuta dalla stessa Corte Costituzionale
con sentenza n. 214/99, è pienamente ascrivibile al
sistema della previdenza integrativa e a quel principio di
solidarietà endocategoriale che ha costituito la ricchezza
della nostra storia sociale.
Riconosciuta già nel 1899 come Ente Morale,
la Fondazione gode di un credito diffuso e fa parte di quel
patrimonio di
corpi intermedi che irrobustiscono il sistema delle tutele
e delle provvidenze in favore dei lavoratori.
Disconoscere tale storia e le finalità a
essa sottese, equivale a un esercizio di negazione della stessa
natura della
professione sanitaria, da sempre ispirata a principi di solidarietà di
categoria e di attenzione ai più deboli.
Negare l’opportunità di essere
solidali con gli orfani dei propri colleghi più sfortunati,
significa, forse, risparmiare qualcosa oggi, ma esprimere,
certamente,
una visione cieca e miope di comunità e di interesse
generale, ma anche personale.
2. Alcuni numeri. L’ONAOSI nell’esercizio
2003 ha erogato interventi, in denaro domiciliari ed in servizi
ai giovani ospiti nelle proprie strutture, ad un totale di
circa 4700 ragazzi e ragazze e per un ammontare di oltre 40
milioni di euro. In quest’importo globale è ricompreso
dal sussidio per l’età prescolare a quello per
studenti universitari, al sostegno per coloro che studiano
fuori dalla propria residenza, al supporto per i ragazzi portatori
di handicap di premi per le migliori tesi gestito con l’autorevole
apporto dell’Accademia dei Lincei.
Da segnalare il contributo alla formazione per
specializzazione post laurea e per le Scuole di Specializzazione
in Medicina
che sosteniamo integralmente per oltre 70 giovani assistiti.
Garantire sviluppo e quantità di servizi
richiede investimenti. Non a caso, il Consiglio di Amministrazione
ha varato l’ampliamento
della ricettività di circa il 40% delle strutture di
ospitalità in Perugia, ha investito nell’apertura
di un moderno e funzionale centro studi nella città di
Bologna, in grado di accogliere 120 ragazzi, e nell’acquisto
di un nuovo complesso per la sede di Torino che ci consentirà di
aumentare la ricettività da 50 a 110 posti .
Si precisa, peraltro, che mentre per gli orfani,
in alternativa al sussidio domiciliare, è prevista l’opportunità di
usufruire, a titolo gratuito, dell’ospitalità nelle
strutture Onaosi, vi è la possibilità di ammettere
nelle stesse strutture anche i figli di sanitari viventi,
dietro pagamento di una modesta retta a titolo di partecipazione
alle spese.
Inoltre, recentemente, è stata aperta,
a Perugia, la Residenza Montebello per sanitari anziani, primo
segnale di
attenzione verso i problemi della terza e quarta età.
3. Il sistema dei controlli. Sul piano, poi,
dei controlli, la Fondazione, al pari degli altri enti previdenziali – proprio
perché chiamati a gestire una funzione particolarmente
delicata – è soggetta a una serie "rafforzata" di
controlli: di natura interna (collegio sindacale e società di
revisione dei bilanci); di natura governativa (prefetto, ministeri
vigilanti); di natura contabile (Corte dei Conti); di natura
parlamentare (Commissione Parlamentare di Vigilanza per gli
enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie);
di natura giurisdizionale (giudici amministrativi e ordinari).
Allo stesso modo, stante la sua natura di organismo
di diritto pubblico, la Fondazione acquista servizi e forniture,
nonché appalta
lavori, applicando le norme di derivazione comunitaria in
materia di appalti pubblici.
Un sistema tale da escludere che vi possa essere
un uso "distorto" o
anche solo poco attento del denaro dei contribuenti.
Sul piano della gestione, poi, appaiono del
tutto incomprensibili alcuni riferimenti contenuti nella lettera
relativamente
al numero di addetti della Fondazione e alla ricchezza di
risorse: quanto al personale, negli anni si è assistito
a un generale e costante contenimento dei costi, specie se
rapportato al crescente aumento delle prestazioni e dei servizi
offerti; sul piano della presunta "esuberanza" delle
risorse, l’oculata gestione degli anni passati ha felicemente
consentito una più alta riduzione delle attuali aliquote
contributive; in ogni caso, chi ha scritto la lettera ignora
che la Fondazione osserva precisi vincoli di legge in materia
di riserve di legge.
4. La Finanziaria 2003. Con la Finanziaria 2003,
il Parlamento ha ritenuto di operare una condivisibile manovra
equitativa:
estendere la copertura previdenziale offerta dall’Onaosi
anche ai sanitari liberi professionisti (prima esclusi) e,
al contempo, ridurre (grazie all’ampliamento della
base contributiva) il peso contributivo gravante sui singoli
contribuenti.
Tale manovra è stata apprezzata e unanimemente
condivisa dai massimi rappresentanti degli Ordini professionali,
tutti
rappresentati e presenti negli organi della Fondazione, e ha
iniziato a produrre i suoi effetti con un visibile decremento
della pressione contributiva esercitata sui singoli; ciò ha
consentito, tra l’altro, di deliberare ulteriori riduzioni,
già a partire dal prossimo anno contributivo; riduzioni
ampiamente note ai sottoscrittori della lettera di rimostranze.
5. Sugli inviti a non versare i contributi.
Particolarmente grave è poi la posizione assunta dai
sottoscrittori della più volte citata lettera, laddove,
da rappresentanti di ordini professionali e, quindi, da pubblici
funzionari,
invitano, non già al rigoroso rispetto di una norma
di legge, quanto piuttosto "a valutare", ciascun
contribuente, "se pagare il nuovo contributo o segnalare
che non pagherà il nuovo contributo in attesa delle
decisioni del TAR del Lazio, ritenendo illegittimo il provvedimento
ministeriale autorizzatorio, se non illegittima la norma
di legge che ha creato il nuovo contributo obbligatorio e
la susseguente quantificazione operata da Onaosi".
6. Alcune considerazioni finali. Accade spesso
(verrebbe da dire: appartiene alla storia del civis) di cogliere
le insofferenze
di chi è chiamato a pagare tributi o contributi di
qualsiasi natura.
Continuiamo a credere, tuttavia, che chi ha
responsabilità di
governo (anche associativo, ad ogni livello) dovrebbe preoccuparsi
non già di "lisciare" la protesta, ma di esprimere
argomenti razionali e logici.
E’ noto che a nessuno piace pagare le
tasse o le assicurazioni; che a tutti piacerebbe ricevere protezione
sociale, ma non
doverne sopportare i relativi costi; peccato che ciò non
sia possibile.
Le persone responsabili sanno tutto ciò e
si comportano di conseguenza; lo Stato e il Parlamento avvertono
il peso
della responsabilità di distribuire in modo uniforme
e il più possibile "lieve" il costo della
previdenza e dell’assistenza, e, come nel caso dell’Onaosi,
si comportano di conseguenza; gli organi di questa Fondazione
hanno sempre saputo ciò e si sono comportati di conseguenza;
ci auguriamo che anche gli estensori della lettera in questione
riflettano sulle proprie responsabilità istituzionali
e sui doveri di solidarietà che sono chiamati a esprimere
e rappresentare.
In ogni caso, questa Fondazione rimane disponibile
a confrontarsi serenamente e pacatamente, a ogni livello, nella
ricerca
di ogni possibile soluzione e rimedio rispetto al disagio
dei singoli contribuenti; purché non ci venga chiesto
di venir meno rispetto alla nostra funzione storica.
Con i più cordiali saluti.
IL PRESIDENTE
(Dr. Aristide Paci)
Lettera in formato pdf
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