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Perugia, 26-8-2004
Gent.mo Dott.
ROBERTO ANZALONE
Presidente Ordine Provinciale Dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri
Via Lanzone, 31
20123 MILANO
E, p.c. Gent. Dott.
GIUSEPPE DEL BARONE
Presidente FNOMCeO
Piazza Cola di Rienzo 80/A
00192 ROMA
Ai Sigg. PRESIDENTI degli Ordini dei Medici
Chirurghi e Odontoiatri
Egr. Dott.
EUMENIO MISCETTI
Presidente FEDER.S.P.EV.
Via Ezio, 24
00192 ROMA
Caro Presidente,
riscontro la Tua del 5 agosto u. s., per la verità meravigliato
dal tono col quale esprimi le Tue personali considerazioni.
La mia meraviglia risiede nelle tante imprecisioni e, in
alcuni casi, nelle affermazioni in essa contenute che non rispondono
alla realtà o ne danno una visione distorta.
Capisco che può non essere agevole spiegare le ragioni
che hanno portato all'estensione dell'obbligatorietà del
contributo O.N.A.O.S.I. a tutti i Sanitari, ma, a mio modo
di vedere, chi appartiene alla classe dirigente di un'organizzazione
del Paese dovrebbe considerare gli interessi generali prevalenti
rispetto a quelli dei singoli.
E non c'è dubbio che la sopravvivenza dell' O.N.A.O.S.I.,
che garantisce da oltre 100 anni un “ombrello” di
tutela per gli orfani dei Colleghi più sfortunati di
noi, risponde ad un interesse generale. Anche noi in queste
ore riceviamo legittime segnalazioni di Colleghi che non conoscono
la nostra Opera .
Ma questo non è certamente il Tuo caso, in qualità di
Presidente di Ordine che, nella veste di autorevole rappresentante
dello S.N.A.M.I., conosce l'Opera non certo da oggi. Ritengo
superfluo ricordarTi che solo nella Tua provincia, attualmente,
l’O.N.A.O.S.I. assiste ben 75 nuclei familiari per un
totale di 111 giovani, che fruiscono delle prestazioni previste
dallo Statuto per studenti che vanno dalle Scuole elementari
all'Università e, in alcuni casi, fino alle Scuole di
Specializzazione. D’altronde, essi rappresentano solo
una piccola parte dei giovani che godono degli interventi su
tutto il territorio nazionale. L’O.N.A.O.S.I., nell’esercizio
2003, ha erogato complessivamente circa 4700 prestazioni, a
ragazze e ragazzi, sotto forma di sussidi in denaro a domicilio
ed in servizi ai giovani ospiti nelle proprie strutture, per
un ammontare di oltre 40 milioni di euro.
In occasione del III° Convegno Nazionale, organizzato
dall’O.N.A.O.S.I. e tenuto in Perugia il 7 ottobre 2000,
con i Presidenti degli Ordini Medici Chirurghi ed Odontoiatri,
Medici Veterinari e Farmacisti, al quale eri stato invitato,
tutti gli intervenuti si sono complimentati per il livello
di qualità e per l'assistenza che questa Fondazione è in
grado di assicurare agli orfani dei Sanitari.
Non Ti sfuggirà certamente che, per assicurare questi
livelli di assistenza, l'O.N.A.O.S.I. ha necessità di
avere stabilità e di certezze finanziarie. La progressiva
privatizzazione dei rapporti di lavoro nella nostra professione
avrebbe fatto venir meno, appunto, queste certezze finanziarie,
che erano assicurate dalla Legge n. 306/1901, che riguardava
i Sanitari dipendenti da Pubbliche Amministrazioni. Non ora,
ma nel tempo, avremmo assistito, sicuramente, ad una progressiva
diminuzione della nostra base contributiva.
Questo ci siamo limitati a segnalare al Ministro della Salute
e agli Enti e ai Rappresentanti delle categorie, rimettendo
il quesito se l'O.N.A.O.S.I. dovesse continuare ad esistere.
La risposta che è stata trovata dal Legislatore (estensione
dell'obbligatorietà O.N.A.O.S.I. in coincidenza dell'iscrizione
all'Ordine professionale) ci pare quella più giusta
e corretta. Infatti, dà certezza e solidità alla
Fondazione, consente finalmente di dare risposta agli orfani
di tutti quei Sanitari non precedentemente iscritti obbligatoriamente
e che si rivolgevano all’O.N.A.O.S.I. solo nel momento
del bisogno, salvo poi scoprire che uno dei loro genitori non
era stato così previdente da iscriversi volontariamente.
Questo ci costringeva a negare le prestazioni. Si sono risolti,
con la modifica apportata con la Legge 289/2002, centinaia
e centinaia di casi che prima non potevano essere contemplati.
Considerare, quindi, come un nuovo balzello un contributo
di solidarietà, che altri settori della professione
versano obbligatoriamente da oltre cento anni, denota un totale
disinteresse per i “più deboli” della nostra
categoria. Non vi è dubbio, infatti, che il professionista
affermato o il titolare di una farmacia troverà modo
per assicurare un futuro ai propri figli in caso di evento
luttuoso; dubito, invece, che senza il soccorso di questa Fondazione
un Collega che non goda delle stesse disponibilità possa
fare altrettanto.
Fatta questa doverosa considerazione in premessa, entro nel
merito delle Tue personali considerazioni, per precisarTi che
sono sorpreso che solo in data 5 agosto arrivi alla determinazione
che si dovrà contestare il "regolamento amministrativo
che stabilisce quote insostenibili e addirittura ancorate all'ISTAT".
Eppure, in qualità di Presidente della Fondazione O.N.A.O.S.I.
ho inviato copia del regolamento di riscossione a Te e a tutti
i Presidenti degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi,
Medici Veterinari e dei Farmacisti sin dal 21 ottobre 2003,
qualche giorno dopo aver ricevuto la comunicazione dell’approvazione
dello stesso da parte dei Ministeri vigilanti. Con la stessa
nota di trasmissione, Ti comunicavo i riferimenti nominativi
e telefonici degli uffici della Fondazione che erano a Tua
disposizione per fornire una completa informazione e un quadro
più analitico della futura normativa di riferimento.
Non mi risulta che né da Te, né dall'Ordine provinciale
di Milano sia arrivato alcunché a riguardo.
Preciso, inoltre, che aver ancorato all'indice ISTAT le quote è un
segnale di piena volontà politica che le suddette cifre
non subiranno revisioni verso l'alto. Anzi, come abbiamo avuto
modo già di comunicare anche nell'informativa ai contribuenti,
nello scorso giugno questo Consiglio di Amministrazione ha
ridotto il contributo per il quinquennio 2005-2009 e ha
introdotto, sulla base di sollecitazioni che abbiamo ritenuto
eque e fondate, ulteriori riduzioni per coloro che hanno redditi
al di sotto della fascia di 28.000,00 euro lordi l'anno.
L’obbligatorietà del contributo determina, inoltre,
la piena deducibilità fiscale, ai sensi dell’art.
10 c. 1, lett. e) del D.P.R. 22.12.86 n. 917 (Testo Unico delle
Imposte sui Redditi), con un onere a carico del contribuente
ulteriormente ridotto, così come di seguito indicato:
D'altra parte, della sana e corretta gestione, con bilanci
sempre positivi, ci è stato dato atto anche dalla Corte
dei Conti, che - è il caso di ricordare qui - esercita
per legge il controllo sull' O.N.A.O.S.I., insieme ad altri
organismi di Vigilanza quali la Commissione parlamentare per
gli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie,
i Ministeri vigilanti (Lavoro e Economia) - che devono approvare
espressamente anche le deliberazioni in materia di prestazioni,
oltre che, ovviamente, lo Statuto e i regolamenti attuativi
- e, infine, il Collegio dei Sindaci. Non va, peraltro, dimenticato
che il bilancio della Fondazione è sottoposto, sempre
per legge, a obbligo di revisione e certificazione da parte
di Società che abbia i requisiti in materia.
A proposito dell'arrivo dei bollettini in ritardo posso fare
ammenda su questo, anche se in una comunicazione del 18 febbraio
2004, inviata anche agli Ordini professionali, era stato annunciato
che "nel corso della prossima primavera estate la Fondazione
invierà al domicilio di ciascun sanitario apposita richiesta
di pagamento ecc. ". Il concessionario che sta provvedendo
alla riscossione è risultato vincitore di regolare gara
europea che questa Fondazione, in ossequio al principio della
trasparenza, ha voluto indire, tralasciando la possibilità di
affidamento diretto che pure ci era stata prospettata.
Abbiamo fatto del nostro meglio per diffondere la notizia
della novità legislativa introdotta, a quanto pare con
scarsi risultati per quanto riguarda l’Ordine da Te presieduto.
Mi limito ad osservare, ad esempio, che l’ Ordine dei
Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Cremona, nel suo notiziario
n. 1 del gennaio 2003, a pag. 12, ebbe modo di informare, tra
l’altro, i propri iscritti che: “In base alla Legge
Finanziaria 2003, la contribuzione Onaosi diventa obbligatoria
per tutti i Sanitari iscritti all’Ordine”. Questa
notizia è stata diffusa non già per una “rivelazione
divina”. Semplicemente, i Colleghi di Cremona si sono
limitati a riportare un comunicato della Fondazione, ripreso
tra l’altro, anche dal Sole 24 Ore del 7 gennaio 2003.
Tutto si può dire tranne che la notizia sia stata tenuta “segreta” chissà per
quali inconfessabili ragioni. Se l’Ordine di Cremona,
che non è per dimensione tra i più grandi, ha
dato conto ai propri iscritti della novità legislativa
introdotta, mi domando come può essere “sfuggito” all’Ordine
di Milano, che sicuramente ha più mezzi, la portata
di questa novità.
L’incontro, già fissato per il 29 e 30 ottobre
2004 a Perugia, con tutti i Presidenti degli Ordini provinciali
dei Medici Chirurghi, Odontoiatri, Medici Veterinari e Farmacisti,
sarà un preziosa occasione per un confronto mirato a
rafforzare ulteriormente una puntuale informazione sull’Opera,
nella certezza che è interesse delle nostre categorie
dei Sanitari rendere sempre più l’O.N.A.O.S.I.
in grado di crescere ed essere al passo dei bisogni dei nostri
tempi.
Se vogliamo continuare nell'elenco delle informazioni, note,
comunicati stampa che sono stati inviati agli Ordini provinciali
e alle Federazioni Nazionali e di articoli apparsi sulla stampa
specializzata e di categoria, sono a Tua completa disposizione.
Scuserai lo sfogo, caro Presidente, ma in queste ore in cui
noi tutti dovremmo adoperarci per spiegare ai Colleghi le ragioni
che hanno portato il Legislatore a garantire certezza e futuro
all'Opera Nazionale di Assistenza agli Orfani dei Sanitari
Italiani, non per un atto caritatevole e clientelare, ma per
la sua meritoria attività che ha consentito, in oltre
100 anni di vita, di assicurare un futuro a decine di migliaia
di orfani di Colleghi che hanno saputo assumere il ruolo anche
di classe dirigente del Paese, occupando posizioni di responsabilità a
vari livelli, sia pubblici che privati, trovo ingiusto che
alcuni propugnino una visione distorta della realtà.
A Tua disposizione, anche per un dibattito pubblico, se ritieni,
organizzato dal tuo Ordine, ti saluto con viva cordialità.
Dr. Aristide Paci
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