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RISPOSTA DEL PRESIDENTE
PACI AL DOTT. PIERGIUSEPPE CONTI
Perugia, 26-8-2004
Gent.mo Dott. PIERGIUSEPPE CONTI
Presidente S.N.A.M.I.
Viale Beatrice D’Este,10
20122 MILANO
Caro
Presidente,
ho ricevuto la tua del 4 agosto scorso, relativa
all’avviso
di pagamento del contributo O.N.A.O.S.I. in forza della Legge
289/2002 (art. 52, comma 23), che è stato recapitato
in questi giorni a domicilio dei Colleghi.
Innanzitutto, ho apprezzato il garbo con il quale hai inteso
esprimermi le Tue considerazioni. Altri, pochi per la verità,
hanno ritenuto di salire sul carro della protesta perché,
quando essa monta, è più facile assecondarla che
cercare di spiegare le ragioni che hanno determinato la novità legislativa.
Eppure basterebbe spiegare, così come hai fatto Tu,
l’iter che ha portato all’approvazione della Legge
e dare conto delle tante notizie che, sul tema, sia noi che la
stampa specializzata e di settore hanno riportato in questi mesi,
ed illustrare la qualità e la quantità dei servizi
che la Fondazione eroga agli aventi diritto.
Un passaggio della Tua missiva mi ha colpito favorevolmente,
segno che anche Tu hai colto molto bene l’importanza, in
termini di solidarietà, della ricaduta pratica della Legge:
e cioè la possibilità, finalmente, di dare risposta
agli orfani di tutti quei Sanitari che si rivolgevano alla Fondazione
solo nel momento del bisogno, salvo poi scoprire che uno dei
loro genitori non era stato così previdente da iscriversi
volontariamente. Questo ci costringeva a negare le prestazioni.
Con la novità legislativa si sono risolti centinaia e
centinaia di casi, che prima non potevano essere contemplati.
Considerare quindi un nuovo balzello (come alcuni in questi
giorni lo hanno definito) un contributo di solidarietà che
altri settori della professione versano obbligatoriamente da
oltre cento anni, denota un totale disinteresse per i “più deboli” della
nostra categoria.
Non vi è dubbio, infatti, che il professionista affermato
o il titolare di una farmacia troverà modo per assicurare
un futuro ai propri figli in caso di evento luttuoso; dubito,
invece, che senza il soccorso di questa Fondazione un collega
che non goda delle stesse disponibilità possa fare altrettanto.
Vengo ora nel merito delle Tue considerazioni.
Le quote stabilite per la seconda parte del 2003 e per tutto
il 2004 hanno tenuto conto delle posizioni delle rispettive Federazioni
Nazionali: da un lato si è ridotta di circa il 50% la
quota pagata dai precedenti iscritti obbligatori e volontari
e, dall’altro lato, si è ulteriormente contenuta
la quota, quasi a titolo simbolico, per i giovani (tenendo conto
dei tempi necessari per entrare nel mondo del lavoro e della
professione) e per gli anziani.
Nel Consiglio di Amministrazione del 5 giugno scorso è stata
ridefinita la quota di contribuzione per gli anni 2005-2009 a
carico dei Sanitari iscritti. Oltre ad una generale riduzione
degli importi, ferma restando la distinzione per fasce di età, è stata
introdotta una soglia di reddito (28.000,00 euro), al di sotto
della quale il contribuente potrà usufruire di una ulteriore
riduzione. Il contributo per il periodo 2005-2009 è stato,
pertanto, fissato come di seguito specificato:
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Fascia
d'età
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Fascia
di reddito annuo
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Importo
contributo/anno
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fino
a 33 anni
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inferiore
a 28.000,00 euro
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36,00
euro
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fino
a 33 anni
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superiore
a 28.000,00 euro
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120,00
euro
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tra
i 33 anni e i 67 anni
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inferiore
a 28.000,00 euro
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72,00
euro
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tra
i 33 anni e i 67 anni
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superiore
a 28.000,00 euro
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120,00
euro
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oltre
i 67 anni
in
alternativa
una
tantum
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indifferente
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12,00
euro
60,00
euro
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oltre
i 67 anni e che abbia contribuito per almeno 30
anni
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Nessun
contributo
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Tieni conto, inoltre, che l’obbligatorietà del
contributo determina la piena deducibilità fiscale,
ai sensi dell’art. 10, c. 1, lett. e) del D.P.R. 22.12.86
n. 917 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) con un onere
a carico del contribuente ulteriormente ridotto, così come
di seguito indicato:
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Fascia d'età
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Fascia di reddito
annuo
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contributo/anno
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Risparmio fiscale/anno
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Fino
a 33 anni
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15.000,00
euro
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36,00 euro
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8,28
euro
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28.000,00
euro
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36,00 euro
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9,62 euro
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60.000,00
euro
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120,00
euro
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46,80 euro
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90.000,00
euro
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120,00
euro
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54,00 euro
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Fascia d'età
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Fascia di reddito
annuo
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Contributo/anno
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Risparmio fiscale/anno
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tra
i 33 anni
e i 67
anni
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15.000,00
euro
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72,00
euro
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16,56
euro
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28.000,00
euro
|
72,00
euro
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20,88
euro
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60.000,00
euro
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120,00
euro
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46,79
euro
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90.000,00
euro
|
120,00
euro
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53,99
euro
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I suddetti importi rimarranno stabili per il
periodo 2005-2009 e subiranno la sola rivalutazione Istat annua
(a partire dal
2006), nella misura del 2%, ai soli fini dell’adeguamento
all’inflazione.
Il provvedimento, come previsto per legge, è attualmente
all’esame dei Ministeri vigilanti per l’approvazione.
Come amministriamo questi contributi? La Fondazione redige
ogni anno un bilancio di previsione e un bilancio consuntivo.
Per tua comodità ti allego copia degli ultimi due bilanci
consuntivi e del preventivo 2004.
L’ONAOSI, nell’esercizio 2003, ha erogato circa
4700 prestazioni, a ragazze e ragazzi, sotto forma di sussidi
in denaro a domicilio ed in servizi ai giovani ospiti nelle
proprie strutture, per un ammontare di oltre 40 milioni di
euro.
In quest’importo globale è ricompreso il sussidio
per l’età prescolare fino a quello per studenti
universitari, il sostegno per coloro che studiano fuori dalla
propria residenza, il supporto per i ragazzi portatori di handicap,
i premi per le migliori tesi realizzato con l’autorevole
apporto dell’Accademia dei Lincei. Mi è particolarmente
gradito segnalarTi il contributo alla formazione per specializzazione
post laurea e per le Scuole di Specializzazione in Medicina
che, attualmente, sosteniamo integralmente per oltre 60 giovani
assistiti.
Mi fermo qui poiché non penso sia necessaria una mera
elencazione del nostro impegno assistenziale.
Da quando ho assunto la carica di Presidente
dell’O.N.A.O.S.I.,
ho dato molta importanza alla trasparenza del bilancio. D’altra
parte, il sistema dei controlli, istituzionalmente previsti
sulla gestione della Fondazione, è molto articolato:
la Corte dei Conti, i Ministeri del Lavoro e dell’ Economia
(che vigilano ai sensi della Legge 509/94, regime a cui siamo
sottoposti come gran parte degli Enti Previdenziali Privatizzati),
la Commissione Parlamentare di Vigilanza per gli enti gestori
di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie, il Collegio
dei Sindaci. Senza contare, poi, la Società di Revisione
che, sempre per legge, certifica annualmente il nostro bilancio.
In tutte queste sedi ci è stato dato sempre atto di
una sana e corretta gestione amministrativa.
Assicurare lo standard di qualità dei servizi che
Tu citavi nella tua nota, richiede, indubbiamente, risorse
economiche certe ed adeguate.
Garantire sviluppo e quantità di servizi richiede
investimenti. Non a caso, con la novità legislativa
della 289/2002, il Consiglio di Amministrazione ha varato l’ampliamento
della ricettività di circa il 40% delle strutture di
ospitalità in Perugia, ha investito nell’apertura
di un moderno e funzionale centro studi nella città di
Bologna, in grado di accogliere 120 ragazzi, e nell’acquisto
di un nuovo complesso per la sede di studio universitario di
Torino, che ci consentirà di aumentare la ricettività da
50 a 110 posti .
Peraltro, tengo a ricordare che, mentre per gli orfani, in
alternativa al sussidio domiciliare, è prevista l’opportunità di
usufruire, a titolo gratuito, dell’ospitalità nelle
strutture O.N.A.O.S.I., vi è la possibilità di
ammettere nelle stesse strutture anche i figli di Sanitari
viventi, con pagamento di una modesta retta a titolo di partecipazione
alle spese. Inoltre, recentemente, è stata aperta, a
Perugia, la Residenza Montebello per Sanitari anziani, primo
segnale di attenzione verso i problemi della terza e quarta
età.
Amministrare una Fondazione come questa non è una
cosa semplice. C’erano vari modi per farlo: garantire
e fare bene l’ordinaria amministrazione, oppure progettare
lo sviluppo dell’O.N.A.O.S.I. ipotizzando nuove strategie
di scenario per assicurare a questo Ente certezze per almeno
altri 100 anni di storia.
Quest’ultima è stata la nostra scelta: amministrare,
con responsabilità e sensibilità verso i bisogni
emergenti, un’Istituzione così meritoria, che
abbiamo ereditato dai nostri lungimiranti Colleghi e che abbiamo
il dovere di riconsegnare, a chi ci succederà, possibilmente
in condizioni migliori di come l’abbiamo trovata.
A proposito del ritardo nella consegna dei bollettini, posso
fare ammenda su questo, anche se in una comunicazione del 18
febbraio 2004, inviata anche agli Ordini professionali, si
annunciava che “nel corso della prossima primavera estate
la Fondazione invierà al domicilio di ciascun sanitario
apposita richiesta di pagamento ecc.”. Il concessionario
che sta provvedendo alla riscossione è risultato vincitore
di regolare gara europea che questa Fondazione, in ossequio
al principio della trasparenza, ha voluto indire, tralasciando
la possibilità di affidamento diretto, che pure ci era
stata prospettata.
Per quanto riguarda la rappresentanza della
categoria, la Fondazione fa riferimento esclusivamente alle
tre Federazioni
Nazionali e i loro rappresentanti fanno parte, da sempre, del
Consiglio di Amministrazione. Il problema della rappresentanza
sindacale ce lo siamo posto, ma la varietà e la vastità delle
sigle sindacali in rappresentanza delle tre categorie, rende
impossibile un meccanismo di rappresentanza oggettivo.
In ogni caso, per quanto mi riguarda, nulla
osta ad un incontro congiunto anche con le sigle sindacali
maggiormente rappresentative,
per valutare insieme, in maniera serena ed obiettiva, il presente
ed il futuro di questa Fondazione. D’altronde non si
tratterebbe neanche di un fatto nuovo, considerato che qualche
anno fa un primo incontro è già avvenuto, qui
a Perugia, e al quale ha partecipato anche la tua sigla sindacale
con un suo rappresentante.
Per ciò che concerne, infine, le tre osservazioni
del Prof. Perelli Ercolini, preciso che quanto al punto uno,
il limite dei 67 anni è stato fissato in considerazione
dell’età di pensionamento a 65 anni dei dipendenti
pubblici e alla quale corrisponde, quasi sempre, la fruizione
dei due anni di proroga che pure la legge consente. Quanto
ai punti due e tre la Legge prevede l’iscrizione obbligatoria
dei Sanitari iscritti all’ordine professionale. Le vedove/vi
sono tra i destinatari di possibili nuovi servizi, come la
Residenza Montebello per Sanitari anziani. La Fondazione intrattiene
buoni rapporti di collaborazione con Associazioni che rappresentano
queste categorie come l’A.M.M.I. e la FEDER.S.P.EV. L’incontro, già fissato per il 29 e 30 ottobre
2004 a Perugia, con tutti i Presidenti degli Ordini provinciali
dei Medici Chirurghi, Odontoiatri, Medici Veterinari e Farmacisti,
sarà un preziosa occasione per un confronto mirato a
rafforzare ulteriormente una puntuale informazione sull’Opera,
nella certezza che è interesse delle nostre categorie
dei Sanitari rendere sempre più l’O.N.A.O.S.I.
in grado di crescere ed essere al passo dei bisogni dei nostri
tempi.
Con viva cordialità.
Aristide Paci
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