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INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO 2009/2010 DELLA FONDAZIONE ONAOSI
Il 6 novembre 2009 si è svolta a Perugia presso la sala del Teatro
degli Istituti Maschili dell'ONAOSI la Cerimonia di Inaugurazione dell'Anno
Accademico e Scolastico 2009/20010 della Fondazione.
L'evento ha avuto una straordinaria eco mediatica per la prestigiosa
presenza del Presidente del Senato della Repubblica sen. Renato Schifani che,
nonostante gli innumerevoli impegni istituzionali, ha accolto con entusiasmo
la richiesta del Presidente Aristide Paci di testimoniare la sua vicinanza
all'ONAOSI e ai suoi giovani assistiti.
È stata la terza visita del sen. Schifani all'Opera.
La prima fu nel dicembre 2003, per l'Inaugurazione dell'anno accademico
2003/2004. La seconda coincise con la riapertura del Centro Formativo
universitario di Messina ONAOSI, che ha ottenuto il gradimento dei contribuenti
e degli assistiti, registrando, anche quest'anno, una piena occupazione
dei posti disponibili.
Questa è la terza visita, indubbiamente la più prestigiosa, in
qualità di Presidente del Senato della Repubblica, a testimonianza della
sensibilità e dell'attenzione da sempre dimostrata alle realtà dei giovani
ed ai valori di assistenza e solidarietà, che l'ONAOSI declina da più di
un secolo, attraverso un modello prevido–assistenziale peculiare, pressoché
unico nel panorama delle professioni, che offre ai suoi contribuenti un
notevole rapporto costi/benefici.
Entusiastica l'accoglienza dei giovani assistiti alla seconda carica
dello Stato, che ha pronunciato il suo discorso davanti ad una platea gremita
di Autorità Religiose, Militari e Politiche, tra cui, l'Arcivescovo di Perugia,
il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, l'Assessore alla Sanità regionale,
il Sindaco della Città, nonché Parlamentari e il Presidente della FNOMCeO,
Amedeo Bianco.
Nell'ambito delle iniziative umanitarie promosse dall'ONAOSI negli
ultimi anni, particolarmente toccante la consegna alle vedove di due dei parà
caduti nel recente attentato di Kabul di Euro 15mila ciascuno, finalizzati
all'istituzione di due borse di studio per i bambini, uno di due, l'altro di
sei anni, rimasti prematuramente orfani.
Momento centrale della manifestazione l'attesa relazione del Presidente
Paci che, come ogni anno, ha tracciato un bilancio dei numerosi risultati
conseguiti e i traguardi raggiunti dal Consiglio di Amministrazione e toccato
vari temi di attualità riguardanti non solo la Fondazione, ma in generale la
previdenza e l'assistenza.
“Nel 2000, all'atto di insediarci – ha ricordato il Presidente –
ereditammo un ente strutturato e radicato in un contesto, prevalentemente,
locale. Interpretando i fenomeni di modernizzazione, di cambiamento e di
progresso della previdenza ed assistenza già in divenire a livello nazionale,
avvertimmo l'esigenza, improrogabile, di avviare una riflessione ampia e
approfondita sulla Fondazione”.
“Nei limiti statutari e di compatibilità bilancio – ha proseguito –
ci siamo preoccupati di ridefinire ed assicurare la tutela del patrimonio
formativo, culturale e storico; di valorizzare il complesso delle prestazioni
nei confronti degli aventi diritto; di informatizzare le procedure; di
perseguire strategie di comunicazione; di modernizzare l'organizzazione
del lavoro; di puntualizzare, in senso maggiormente garantista, le regole di
governo del patrimonio mobiliare e immobiliare. Non è mai venuta meno la
sensibilità verso le politiche di risparmio energetico e nel campo della
sicurezza sui luoghi di lavoro, tutelata oltre gli standards imposti dalla
legge. Nella collegialità decisionale, abbiamo, progressivamente, revisionato
l'apparato amministrativo, rendendolo più adeguato alla veste giuridica
introdotta, nel 1994, con la privatizzazione dell'Opera”.
Non è mancato un accento di stigmatizzazione per la questione del
nuovo Statuto ONAOSI, varato dal Consiglio di Amministrazione nel gennaio
2008 e, a tutt'oggi, ancora, inspiegabilmente, fermo presso i Ministeri
Vigilanti (Lavoro ed Economia) che devono, secondo la legge, approvarlo
espressamente. Senza il nuovo statuto tra l'altro la Fondazione non può
iniziare a dare attuazione alla legge 222/2007 di riforma, che prevede nuove
prestazioni, oltre quelle tradizionali, che potrebbero essere erogate nei
confronti di circa 40mila sanitari che, secondo quanto pubblicato, recentemente,
da “Il Sole 24 Ore”, si troverebbero in quella che è stata definita
“dipendenza patologica professionale”. Sarebbe, infatti, questa la stima
approssimativa dei camici bianchi che fanno uso di alcol e droga, a causa
della dedizione al lavoro e ai pazienti, dei turni a volte massacranti e de
altri fattori concomitanti.
Con il nuovo statuto, l'incremento del ventaglio delle prestazioni
in favore di questa ulteriore platea di sanitari in situazione di disagio
richiederà, in ogni caso, il reperimento di risorse economiche aggiuntive
rispetto a quelle già impegnate per gli “scopi istituzionali di assistenza
agli orfani che“, ha ribadito il Presidente, “devono rimanere prioritari”.
Laconiche e decisamente deludenti le cifre sulla contribuzione
volontaria che, sebbene quadruplicata sotto la Presidenza Paci, rimangono
ben al di sotto di ogni legittima aspettativa.
Su oltre 300.000 sanitari liberi professionisti solo circa 13.000,
ad oggi, hanno scelto di iscriversi e di contribuire come volontari all'ONAOSI.
L'Opera fu istituita alla fine dell'Ottocento dai sanitari per rispondere a
valori di solidarietà e di mutua assistenza endocategoriale. È un dato di
fatto inconfutabile che questo principio ha attraversato varie traversie
e non ha trovato purtroppo domicilio stabile all'interno delle categorie
sanitarie.
“Come potrebbe sopravvivere l'ONAOSI – ha aggiunto il Presidente –
se dovesse contare solo sulla contribuzione volontaria? È chiaro che il
futuro dell'Ente sarebbe segnato”.
L'ONAOSI, attualmente, eroga prestazioni in favore di oltre 4000
assistiti a domicilio e, nelle proprie strutture (Collegi, Convitti e Centri
Formativi), ospita circa 300 assistiti e, come da statuto e a condizioni
regolamentate, 500 paganti.
“A scadenza del nostro mandato, a situazione legislativa invariata,
lasceremo, comunque, un Ente sano, ristrutturato e ammodernato, dotato di
tutti i necessari strumenti statutari e gestionali. Con l'impostazione
che abbiamo dato alla Fondazione, nonostante le traversie conseguenti
all'avvicendarsi di interventi legislativi, i nostri giovani possono avere
certezza e serenità che l'ONAOSI continuerà ad assicurare gli attuali
livelli quali–quantitativi prevido–assistenziali”.
“Questo risultato – ha, infine, concluso il Presidente Paci –
ci gratifica molto, poiché era la principale sfida che raccogliemmo,
all'epoca dell'insediamento, e che abbiamo portato avanti, siamo convinti,
con orgoglio, con dignità e, crediamo, con successo”.
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