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INA 09 A PACI
Il Presidente ONAOSI
Aristide Paci
INA 09 tavolo onore
Il palco
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La platea
INA 09 A PACI
Il Presidente del Senato
Sen. Renato Schifani
INA 09 A PACI
Congegna delle borse di studio
per i figli dei caduti in Afghanistan
INA 09 A PACI
Il Presidente del Senato
durante il suo intervento
INA 09 A PACI
Foto di gruppo con alcuni ragazzi
ospiti delle strutture ONAOSI

INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO 2009/2010 DELLA FONDAZIONE ONAOSI

Il 6 novembre 2009 si è svolta a Perugia presso la sala del Teatro degli Istituti Maschili dell'ONAOSI la Cerimonia di Inaugurazione dell'Anno Accademico e Scolastico 2009/20010 della Fondazione.

L'evento ha avuto una straordinaria eco mediatica per la prestigiosa presenza del Presidente del Senato della Repubblica sen. Renato Schifani che, nonostante gli innumerevoli impegni istituzionali, ha accolto con entusiasmo la richiesta del Presidente Aristide Paci di testimoniare la sua vicinanza all'ONAOSI e ai suoi giovani assistiti.

È stata la terza visita del sen. Schifani all'Opera.

La prima fu nel dicembre 2003, per l'Inaugurazione dell'anno accademico 2003/2004. La seconda coincise con la riapertura del Centro Formativo universitario di Messina ONAOSI, che ha ottenuto il gradimento dei contribuenti e degli assistiti, registrando, anche quest'anno, una piena occupazione dei posti disponibili.

Questa è la terza visita, indubbiamente la più prestigiosa, in qualità di Presidente del Senato della Repubblica, a testimonianza della sensibilità e dell'attenzione da sempre dimostrata alle realtà dei giovani ed ai valori di assistenza e solidarietà, che l'ONAOSI declina da più di un secolo, attraverso un modello prevido–assistenziale peculiare, pressoché unico nel panorama delle professioni, che offre ai suoi contribuenti un notevole rapporto costi/benefici.

Entusiastica l'accoglienza dei giovani assistiti alla seconda carica dello Stato, che ha pronunciato il suo discorso davanti ad una platea gremita di Autorità Religiose, Militari e Politiche, tra cui, l'Arcivescovo di Perugia, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, l'Assessore alla Sanità regionale, il Sindaco della Città, nonché Parlamentari e il Presidente della FNOMCeO, Amedeo Bianco.

Nell'ambito delle iniziative umanitarie promosse dall'ONAOSI negli ultimi anni, particolarmente toccante la consegna alle vedove di due dei parà caduti nel recente attentato di Kabul di Euro 15mila ciascuno, finalizzati all'istituzione di due borse di studio per i bambini, uno di due, l'altro di sei anni, rimasti prematuramente orfani.

Momento centrale della manifestazione l'attesa relazione del Presidente Paci che, come ogni anno, ha tracciato un bilancio dei numerosi risultati conseguiti e i traguardi raggiunti dal Consiglio di Amministrazione e toccato vari temi di attualità riguardanti non solo la Fondazione, ma in generale la previdenza e l'assistenza.

“Nel 2000, all'atto di insediarci – ha ricordato il Presidente – ereditammo un ente strutturato e radicato in un contesto, prevalentemente, locale. Interpretando i fenomeni di modernizzazione, di cambiamento e di progresso della previdenza ed assistenza già in divenire a livello nazionale, avvertimmo l'esigenza, improrogabile, di avviare una riflessione ampia e approfondita sulla Fondazione”.

“Nei limiti statutari e di compatibilità bilancio – ha proseguito – ci siamo preoccupati di ridefinire ed assicurare la tutela del patrimonio formativo, culturale e storico; di valorizzare il complesso delle prestazioni nei confronti degli aventi diritto; di informatizzare le procedure; di perseguire strategie di comunicazione; di modernizzare l'organizzazione del lavoro; di puntualizzare, in senso maggiormente garantista, le regole di governo del patrimonio mobiliare e immobiliare. Non è mai venuta meno la sensibilità verso le politiche di risparmio energetico e nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro, tutelata oltre gli standards imposti dalla legge. Nella collegialità decisionale, abbiamo, progressivamente, revisionato l'apparato amministrativo, rendendolo più adeguato alla veste giuridica introdotta, nel 1994, con la privatizzazione dell'Opera”.

Non è mancato un accento di stigmatizzazione per la questione del nuovo Statuto ONAOSI, varato dal Consiglio di Amministrazione nel gennaio 2008 e, a tutt'oggi, ancora, inspiegabilmente, fermo presso i Ministeri Vigilanti (Lavoro ed Economia) che devono, secondo la legge, approvarlo espressamente. Senza il nuovo statuto tra l'altro la Fondazione non può iniziare a dare attuazione alla legge 222/2007 di riforma, che prevede nuove prestazioni, oltre quelle tradizionali, che potrebbero essere erogate nei confronti di circa 40mila sanitari che, secondo quanto pubblicato, recentemente, da “Il Sole 24 Ore”, si troverebbero in quella che è stata definita “dipendenza patologica professionale”. Sarebbe, infatti, questa la stima approssimativa dei camici bianchi che fanno uso di alcol e droga, a causa della dedizione al lavoro e ai pazienti, dei turni a volte massacranti e de altri fattori concomitanti.

Con il nuovo statuto, l'incremento del ventaglio delle prestazioni in favore di questa ulteriore platea di sanitari in situazione di disagio richiederà, in ogni caso, il reperimento di risorse economiche aggiuntive rispetto a quelle già impegnate per gli “scopi istituzionali di assistenza agli orfani che“, ha ribadito il Presidente, “devono rimanere prioritari”.

Laconiche e decisamente deludenti le cifre sulla contribuzione volontaria che, sebbene quadruplicata sotto la Presidenza Paci, rimangono ben al di sotto di ogni legittima aspettativa.

Su oltre 300.000 sanitari liberi professionisti solo circa 13.000, ad oggi, hanno scelto di iscriversi e di contribuire come volontari all'ONAOSI. L'Opera fu istituita alla fine dell'Ottocento dai sanitari per rispondere a valori di solidarietà e di mutua assistenza endocategoriale. È un dato di fatto inconfutabile che questo principio ha attraversato varie traversie e non ha trovato purtroppo domicilio stabile all'interno delle categorie sanitarie.

“Come potrebbe sopravvivere l'ONAOSI – ha aggiunto il Presidente – se dovesse contare solo sulla contribuzione volontaria? È chiaro che il futuro dell'Ente sarebbe segnato”.

L'ONAOSI, attualmente, eroga prestazioni in favore di oltre 4000 assistiti a domicilio e, nelle proprie strutture (Collegi, Convitti e Centri Formativi), ospita circa 300 assistiti e, come da statuto e a condizioni regolamentate, 500 paganti.

“A scadenza del nostro mandato, a situazione legislativa invariata, lasceremo, comunque, un Ente sano, ristrutturato e ammodernato, dotato di tutti i necessari strumenti statutari e gestionali. Con l'impostazione che abbiamo dato alla Fondazione, nonostante le traversie conseguenti all'avvicendarsi di interventi legislativi, i nostri giovani possono avere certezza e serenità che l'ONAOSI continuerà ad assicurare gli attuali livelli quali–quantitativi prevido–assistenziali”.

“Questo risultato – ha, infine, concluso il Presidente Paci – ci gratifica molto, poiché era la principale sfida che raccogliemmo, all'epoca dell'insediamento, e che abbiamo portato avanti, siamo convinti, con orgoglio, con dignità e, crediamo, con successo”.

 
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