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OLTRE CENTO ANNI DI SOLIDARIETÀ E PREVIDENZA Da un'idea di Luigi Casati nasce l'Onaosi, che assiste migliaia orfani di Sanitari.
L'Opera Nazionale per l'Assistenza agli Orfani
dei Sanitari Italiani è un Ente senza scopo di lucro nato
da un'idea di un medico di Forlì, Luigi Casati, che nel
1874 la illustra al Primo Congresso Nazionale dei Medici Condotti
a Padova.
Nel 1890 i professori Carlo Ruata di Perugia e Lorenzo Bruno
di Torino promuovono una sottoscrizione tra Sanitari per fondare
un'associazione che si prenda cura dei loro orfani. Il ricavato
della sottoscrizione viene affidato ad una Commissione che, nel
1892, tra le tante richieste di assistenza, sceglie 5 orfani
tra i più bisognosi, in rappresentanza di diverse zone
d'Italia, ospitandoli in base ad una convenzione presso l'Istituto
Sant'Anna di Perugia.
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Luigi Casati (1823-1906),
ideatore dell'Opera |
Fin dall'origine, quindi, le risorse e i finanziamenti per sostenere
l'iniziativa provengono esclusivamente e per intero dalle categorie
sanitarie. Non si fa ricorso ad alcun finanziamento pubblico
diretto o indiretto.
Con Regio Decreto 20 luglio 1899, che ne approva lo Statuto
organico, l'Opera viene eretta in Ente morale con la denominazione
di "Collegio-convitto per i figli orfani dei Sanitari italiani
in Perugia".
Nel 1901 si inaugura a Perugia il primo "Collegio-convitto
per gli orfani dei Sanitari italiani". Verso la fine dell'anno,
su un bollettino del Consiglio del Collegio-convitto si legge: "Il
nostro Collegio Convitto verrà in futuro a rappresentare,
più che un'Opera Pia, una mutua società di assicurazione
costituita però con larghi criteri di beneficio altruistico
e di solidarietà di categoria.
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| Carlo Ruata, fondatore del Collegio per gli orfani dei Sanitari a Perugia |
Sarà una nuova forma
di cooperazione che avrà degli imitatori in Italia e all'estero".
Il principio previdenziale fa già capolino, insito nella
originaria concezione solidaristica ed assistenziale.
La modernità dell'iniziativa ha larga eco nel Paese.
Su iniziativa del deputato perugino Cesare Fani, il Parlamento
approva la Legge 7 luglio 1901, n.306, "portante provvedimenti
per il Collegio-convitto per i figli dei Sanitari italiani in
Perugia" rende obbligatorio il contributo per tutti "i
medici chirurghi, veterinari e farmacisti esercenti nel Regno
alle dipendenze di pubbliche amministrazioni". Tutti gli
altri Sanitari "liberamente esercenti" possono contribuire
volontariamente.
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| Cesare Fani, deputato per il Collegio di Perugia e Ministro di Grazia e Giustizia |
La Seconda Guerra Mondiale causa gravissime conseguenze all'Opera;
gli eventi bellici la tagliano fuori da ogni contatto con le
regioni del Nord e del Sud, prima con la linea di Cassino e poi
con la linea Gotica. Vengono meno i contributi di 40.000 Sanitari.
Il prof. Nicola Pende, endocrinologo di fama mondiale, alla guida
dell'ONAOSI dal 1934, eletto Senatore del Regno, preferisce dimettersi
per le difficoltà intervenute. Sembra la fine. Ma la tenacia,
prima di tutti del prof. Raffaello Silvestrini di Perugia, nominato
Commissario straordinario, e delle Autorità comunali di
Perugia, porta ad un'insperata e decisiva ripresa.
Nel 1995, in base al decreto legislativo n.509/1994, l'Onaosi
(insieme ad Enpam, Enpav, Enpaf, Cassa degli Avvocati, Cassa
dei Notai, Cassa degli Ingegneri, ecc.) si trasforma da ente
pubblico in fondazione privata. Il 30 ottobre i Ministeri competenti
approvano il primo statuto ed il regolamento della "privatizzazione".
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| Raffaello Silvestrini, Commissario straordinario nel secondo dopoguerra |
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Nel 1999 la Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi su
alcuni ricorsi, conferma la legittimità dell'obbligo
della contribuzione all'Onaosi in quanto fondata essenzialmente
sul principio di solidarietà. Nel 2000 Aristide Paci è eletto
per la seconda volta Presidente dell'Onaosi.
Oggi, la Presidenza e il Consiglio di amministrazione,
avvalendosi di risorse umane variamente impiegate,
tra personale amministrativo e educativo, proseguono il cammino:
definire nuove strategie, rafforzare l’immagine dell’Opera,
potenziare i valori educativi e culturali.
Sono decine di migliaia coloro che, in oltre un secolo di vita,
hanno conseguito la loro formazione nell’Opera e con l’Opera.
La storia continua.
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