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Perugia, 31 maggio 2005
Articolo pubblicato sul settimanale "il Salvagente" del 12–19 maggio 2005
"MA L’ONAOSI È UTILE A TANTI"
Grazie all’assistenza dell’Onaosi, in Italia si sono formati giornalisti,
ambasciatori e professionisti di ogni tipo, non ultimo il noto sociologo Domenico De Masi.
L’Opera Nazionale per l’Assistenza agli Orfani dei Sanitari Italiani, insomma,
è una istituzione dall’alto valore sociale ed etico, con una storia centenaria alle spalle e
un patrimonio finanziario invidiabile. Tanto invidiabile, che la Corte dei Conti, chiamata a giudicarne
i bilanci, nel 2000 ha suggerito l’opportunità di un "maggior equilibrio tra le risorse disponibili"
(Un patrimonio netto di 523 miliardi di lire nel 2000) e gli "interventi assistenziali".
Attualmente la Fondazione assiste nello studio circa 3.200 giovani fino a 32 anni,
i contribuenti in regola sono il 72 per cento dei 450mila chiamati a pagare. "Con l’estensione dell’obbligo
a tutti i sanitari è stata elimina la disparità tra chi puņ usufruire dei nostri servizi e chi non ne ha
diritto”, spiega Franco Minucci, Direttore Generale dell’Onaosi.
"In due anni sono stati ammessi 350 nuovi orfani, prima del provvedimento,
sarebbero stati esclusi".
Dottor Minucci, quali attività svolge l’Onaosi?
La Fondazione puņ intervenire o con un’assistenza diretta, attraverso proprie strutture
a Perugia, a Padova, a Torino e in altre città italiane, o con borse di studio che variano a secondo
del grado scolastico o del livello di formazione. Si va dall’assegno per le elementari a quello per
la specializzazione. Inoltre è previsto che, se il sanitario diventa inabile,
i figli vengono equiparati allo stato di orfani. Le nostre sono le stesse attenzioni che avrebbe il
genitore per il suo ragazzo.
Chi gode dell’assistenza, ne usufruisce in base al bisogno?
Non ci sono limiti di reddito, ma chi ha un reddito più basso puņ usufruire di
un’integrazione assistenziale che va dai quasi 2.400 ai 3.200 euro l’anno.
Questo significa che chi ha un reddito molto basso finisce per finanziare gli studi di
un orfano con un reddito elevato?
Non è così. In realtà, dovrebbero essere avvantaggiate proprio le fasce deboli.
Tra l’altro, l’Onaosi assicura l’assistenza a tutti i figli del genitore deceduto. Con l’estensione
dell’obbligo, poi, chi prima pagava sui 258 euro oggi versa un contributo inferiore. Infine, è in
programma una riduzione tariffaria, prevista per il 2005 (attualmente è l’attenzione dei ministeri
vigilanti). Dovrebbe rapportare la misura del contributo al reddito: se passasse,
il contributo sarebbe compreso tra i 12 e i 120 euro l’anno.
Perchè gli Ordini professionali non sono d’accordo?
Nel Consiglio di Amministrazione dell’Onaosi ci sono i rappresentanti di tutte
le categorie e tutti hanno votato per l’estensione. Le tre federazioni sono state informate per tempo.
L’Onaosi possiede anche strutture alberghiere in note località turistiche,
chi ne usufruisce?
Si tratta di mini appartamenti per i nostri assistiti e, a prezzi vantaggiosi,
anche per tutti i contribuenti.
La Corte dei Conti ha segnalato l’esuberanza delle vostre risorse…
La Corte ha espresso giudizi positivi di sana amministrazione.
Significa che la Fondazione, pur avendo risorse a disposizione, non le ha mai sprecate.
Tra l’altro la legge ci impone la riserva legale, costituita dal solido patrimonio finanziario,
che assicura il mantenimento delle prestazioni per un minimo di cinque anni.
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