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Cosenza, 11 Maggio 2005
Dispiace che la voglia di statalismo questa volta abbia colpito un simulacro della
capacità di soggetti privati di intervenire laddove lo stato fallisce, ovvero nella assistenza economica,
morale, formativa nei confronti degli orfani di sanitari che in vita hanno contribuito all’esistenza
dell’ONAOSI.
Collegi maschili e femminili, case vacanze al mare e ai monti, residence universitari
distribuiti in tutta Italia, ora anche casa di riposo per sanitari anziani, contributi economici,
assistenza medica, corsi di specializzazione post–laurea, sono solo alcuni esempi di strumenti a
disposizione degli orfani e, da qualche anno, anche dei figli dei sanitari viventi, questi ultimi dietro
versamento di una piccola retta annuale, tutto questo senza alcun contributo statale (è un limite o una
colpa?).
Abbiamo versato o continuiamo a versare tasse e balzelli a volte iniqui, come i contributi
ex Eca per costruire ad altri le case popolari, o anche tasse elevate per mantenere uno stato sociale
pozzo di san patrizio (lavoratori socialmente utili, cassa integrazione, forestali, falsi invalidi civili,
tangentopoli), ma lo abbiamo fatto volentieri per solidarietà verso i più deboli, che ora nessuno ci
tocchi la nostra assicurazione privata sulla vita, siamo in tanti e tutti determinati, non ci faremo
certo statalizzare e fagocitare da qualche ente inutile ma utile strumento di clientela.
Firmato Dr. De Lorenzo Raffaele
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