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Perugia lì 13.05.2005
LETTERA APERTA
OGGETTO: Puntata 8 maggio 2005– Servizio sull’ONAOSI– Considerazioni
Un bicchiere che contenga il 50% di vino, rispetto alla sua capacità, è UN FATTO.
Che sia mezzo pieno o mezzo vuoto è, invece, UNA INTERPRETAZIONE.
Sposare, od quantomeno partire, da una delle due "visioni" da parte di un "operatore
della comunicazione", è una libera scelta, che andrebbe perņ resa chiaramente manifesta al destinatario
del messaggio comunicativo.
Da parte di una trasmissione "di servizio" come la vostra, per di più delle Reti
Radiotelevisive Pubbliche, credo giusto attendersi una rappresentazione della realtà che dia conto della
oggettività dei fatti (il bicchiere contiene il 50% di vino rispetto alla sua capacità), e separatamente
delle argomentazioni a supporto delle varie interpretazioni (bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto), ed
infine riporti il commento e le libere considerazioni del giornalista.
Lungi da me l’intenzione di impartire "lezioni". Piuttosto voglio qui manifestare un certo
grado di delusione da parte di un telespettatore, che seguendo assiduamente trasmissioni di servizio come
la vostra, si aspetta ancora molto dalla Radio e dalla Televisione Pubblica, e vive con un certo fastidio
il rincorre, una informazione "ad effetto" e "spettacolarizzata", confusa erroneamente con una informazione
da rendere gradevole ed interessante da seguire.
E questo accade tanto più quando si ha conoscenza ed esperienza,
personale o professionale, della realtà che ci si vede "raccontata" e "rappresentata", come è purtroppo
accaduto anche nel caso del servizio sull’ONAOSI, nella puntata del giorno 8 maggio 2005.
Vorrei porre la vostra attenzione su alcune mie considerazioni.
Si afferma che il contributo obbligatorio da parte dei sanitari tutti, liberi
professionisti e dipendenti, all’ONAOSI sia una SOLIDARIETÀ IMPOSTA PER LEGGE.
Ma questo principio di solidarietà obbligata per legge, non ispira, a ben vedere anche i
rapporti fra Stato e cittadini, quando questi pagano tasse ed imposte per realizzare e mantenere
determinati servizi, ed eventualmente usufruirne (scuola, sanità etc.)?
In quanto medico veterinario dipendente a tempo pieno del Sistema Sanitario Nazionale,
pago obbligatoriamente i contributi previdenziali. Nel contempo sono OBBLIGATO AL PAGAMENTO, come tutti
gli iscritti ai vari Ordini Professionali, DI CONTRIBUTI AD UN ENTE PREVIDENZIALE DI CATEGORIA, l’ENPAV
(Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per i Veterinari), il quale eroga UNA PENSIONE, che, per i
dipendenti pubblici o privati, è INTEGRATIVA.
L’ENPAV ha come compito principale quello di assicurare una prima pensione ai liberi
professionisti, che, come tutti i lavoratori, autonomi compresi, sono obbligati a garantirsi una pensione,
ma necessita, per mantenersi in vita, dei contributi dei veterinari dipendenti, che hanno, in ritorno, una
pensione integrativa e obbligatoria. Non si tratta anche in questo caso di una solidarietà imposta per legge?
Ciò nonostante, e a voi non sarà difficile verificare, la gran parte dei colleghi dipendenti
oggi pensa che per avere il corrispettivo pensionistico integrativo erogato dall’ENPAV rivolgendosi al
"libero mercato" assicurativo, comporterebbe un esborso di cifre ben maggiori, a fronte anche dell’incertezze
sul reale rendimento dei "premi".
Il contributo ENPAV, quindi, pur obbligatorio, viene per lo più accettato dai dipendenti,
che stanno concentrando la loro attenzione piuttosto sulla corretta gestione dell’Ente stesso.
Ed ancora, l’ONAOSI garantisce, principalmente, vari servizi agli assistiti, orfani di
sanitari, a carattere gratuito, nonché, in parte residuale, servizi agli iscritti in vita a prezzi
agevolati, e tutto questo senza scopo di lucro.
Quale altro soggetto, tanto più se "privato" e vincolato alla redditività dell’impresa per
i propri azionisti (vedi Assicurazioni) sarebbe in grado di garantire tali e tanti servizi ai propri utenti? e a quali prezzi?
Una attenta verifica dei servizi effettivi e relativi costi "coperti (???)" dai prospetti e dai contratti
proposti dalle Assicurazioni private per "garantire l’istruzione ai vostri figli fino alla laurea",
paragonati con quelli dell’ONAOSI, riserverebbe molte sorprese.
Non sarà, certo, un caso che gli agenti assicurativi che in passato mi hanno proposto e
magnificato "prodotti" di tal fatta, abbiano provveduto ad una precipitosa ritirata, una volta dichiarata
la mia "obbligata" appartenenza all’ONAOSI, perché, a loro dire, è impossibile, per una Assicurazione
reggere il confronto costo–benefici con quanto garantito dall’ONAOSI.
Vi ringrazio per l’attenzione, rinnovando, ad ogni buon conto, la mia stima per la vostra
trasmissione, ed invio alla conduttrice ed a tutta la redazione auguri di buon lavoro.
Firmato Dr. Carlo Papi
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