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Perugia, 11 Maggio 2005
Sono sconcertato e amareggiato dal vostro servizio dell’8/5/05 sull’ONAOSI.
Sono un ex assistito dall’ONAOSI, orfano di medico ospedaliero, e ho trovato francamente
parziale e perciò non corrispondente alla realtà globale dell’ONAOSI la rappresentazione che ne avete dato
nella vostra trasmissione.
Come mai non avete fatto parlare i medici ospedalieri?
Molti di loro da generazioni pagano il contributo per quest’Opera, che è una delle più
efficienti, serie e rigorose nel campo dell’assistenza in un Paese dove l’assistenza degenera spesso in
assistenzialismo e in clientelismo. Perché non avete detto che i medici credono nell’ONAOSI perché
quest’Opera è la traduzione istituzionale dell’etica ippocratea, che è parte inscindibile del profilo
professionale di un sanitario che si rispetti?
Posso capire che non tutte categorie professionali sono sensibili all’etica, ma perché
avete fatto parlare solo le categorie ostili alla contribuzione, dando risalto a espressioni dal sapore
populistico, come la dottoressa che proponeva di dare il contributo ai figli degli operai? Non mi risulta
che professionisti di quel tipo si siano mai attivati nelle lotte sociali a favore dei metalmeccanici.
In questo modo, avete semplicemente sfigurato una realtà complessa come quella dell’ONAOSI
additandola al linciaggio pubblico.
Io sono un insegnante e non ho condiviso affatto la linea di questo governo sulla scuola
pubblica italiana, per non parlare del resto. Ho sempre seguito "Report" con stima e rispetto per i suoi
realizzatori, ma questa volta mi pare proprio che pur di esprimere una critica ad un provvedimento di
questo governo, vi siate clamorosamente dimenticati di far parlare i sanitari che nell’ONAOSI ci credono.
Firmato Giovanni Falsetti
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